11/05/2012

Alessandra e il mal di stomaco (non suo)

Dai, Ale, le dico. Ripetimi questa battuta.

"Che pizzaaaa!!!" sbotta lei.

Sento qualcosa ribollire dentro. Sento il mal di stomaco che mi accompagna da settimane farsi più intenso, sento il peso delle notti in dormiveglia, le mani tremano, sto per scoppiare: mi trattengo.

E che cazzo, vorrei urlarle, ma lo sai che fra 15 giorni hai l'esame? Io sono qui per te, fuori dal mio orario di lavoro, e tu mi dici "che pizza"???

Ed eccolo, il flash.

Ho 17 anni, il Maestro Dotto mi fa lezione fuori orario, sta sudando, so che non è stato bene. Mi sussurra: "e non è detto che non sia per te". Ma figurati, penso annoiata, starai mica male PER ME! Che vuoi che sia. Smettila di rompere e fammi andare a casa presto. La leggerezza dei giovincelli: ora so cosa si prova a stare "dall'altra parte".


Coraggio, miei piccoli allievi, un piccolo sforzo. So che nella vostra vita spensierata questo è un impegno da poco, so che non è facile mettersi a studiare le scale quando potreste fare mille altre cose e mille volte più divertenti. So che c'è aria di vacanza, le giornate piene di sole, i compiti che dimiuiscono, so che avete una vita davanti e non volete perderne nemmeno un istante.


Dai, Ale.

Ripetimi questa battuta.

mal di stomaco,mal d'esameQuando tutto sarà finito ti prometto che andremo a mangiarci un gelato, tu ed io, col mio stomaco finalmente in pace, e parleremo di tutto fuorchè del pianoforte.


 

25/04/2012

Nato dal mondo selvaggio

La legge era questa: MANGIA O SARAI MANGIATO.

Il cucciolo non formulava la legge in termini chiari e precisi, nè la considerava da un punto di vista morale. Non pensava alla legge, la viveva.

Se il cucciolo avesse pensato alla maniera degli uomini, avrebbe potuto definire la vita un continuo, vorace appetito, e il mondo un luogo in cui s'incrociava una moltitudine di appetiti che si inseguivano o erano inseguiti, che erano cacciatori o cacciagione, che mangiavano o erano mangiati. E tutto ciò in una cieca confusione di violenza e disordine, in un caos di ingordigia e di stragi dominato dal caso, impietoso, fortuito e infinito.

Ma il cucciolo non ragionava come gli uomini. Non considerava le cose in una visione ampia. Aveva un solo proposito e si occupava di un solo pensiero o desiderio alla volta. Oltre alla legge della carne doveva imparare una miriade di altre leggi meno importanti e obbedire anche a quelle. Il mondo era pieno di sorprese. La vita che si agitava in lui, il gioco dei suoi muscoli in movimento, gli procuravano un'intensa felicità. Abbattere la carne rappresentava un'esperienza emozionante. I furori e le battaglie erano fonti di intima gioia. Il terrore stesso e il mistero arricchivano la sua vita.

C'erano anche momenti di quiete e di soddisfazione. Avere lo stomaco pieno, sonnecchiare torpidamente al sole. Erano queste le cose che ricompensavano pienamente la stanchezza e la fatica, che di per se stesse costituivano già una ricompensa. Erano manifestazioni della vita, e la vita è sempre felice di manifestarsi. Così il cucciolo non si lamentava dell'ambiente ostile che lo circondava. Era più vivo che mai, molto felice e molto fiero di sè.

Jack London, Zanna Bianca




19/02/2012

Notizie in breve

Poiché in queste ultime settimane il tempo mi è stato un po’ tiranno, ho deciso di condensare in un unico post le ultime notizie e riflessioni. Il linguaggio è un po’ sintetico, ma forse è meglio così…

 

Notizia n. 1 – c’è un diavoletto imprigionato sotto l’organo

notizie in breve,anello angel devil,morire con stile,antonella boralevi,l'amico ritrovatoÈ un anello, ed ha un’incisione: Devil. Caduto fra i pedali dell’organo una domenica di oltre un anno fa, irrecuperabile ormai, lotta col gemello che porto al dito, Angel, si dichiarano guerra mentre io mi barcameno fra un gloria e un canto d’offertorio, chi  vincerà non ci è dato saperlo, ma il dissidio del mio cuore si rinnova ogni domenica, alle 11, e stamattina ho realizzato: forse è colpa loro.

I casi sono 2: o qualcuno mi recupera Devil, o farò in modo che anche Angel cada inavvertitamente lassotto; così se devono farsi guerra, lo faranno lontano dal territorio madre, che sarei io (o meglio il mio sistema nervoso).

 

 

Notizia n. 2 – morire con stile

Stamattina stavo pulendo lo spiazzo dei garages, quando ho sentito uno scricchiolio forte dal soffitto. Catastrofista come sono, ho subito pensato che la casa mi sarebbe crollata addosso. Di lì a poco ero già sui giornali: Morta mentre pulisce il condominio, alle 8 di domenica mattina, sfidando il freddo perché poi sarebbe andata a suonare l’organo a messa. Il trionfo del buon cuore: sarei stata sulla bocca di tutti, l’eroina dei condomini e delle sciurotte della chiesa.

Quando si dice morire con stile.

Poi però il mio pensiero è andato oltre, a qualche ora dopo: avevo un invito a pranzo, con un uomo – che non è il “mio” uomo, ma si sa come vanno queste cose… metti che fosse successo lì? Morta mentre è a letto col fidanzato dell’amica. Cosa avrebbero mai potuto pensare, le mie sciurotte della chiesa!

A volte basta un niente, e vedi come cambia l’immagine che gli altri hanno di te!

Se sono qui a raccontarlo è perché evidentemente non è successa nessuna delle 2 cose.

Ma, sapete com’è, a certe eventualità meglio pensarci…

 

 

Notizia n. 3 – Boralevi risponde

Rispondo a Dj Sisca. E a tutte voi che avete saputo dire con infinita semplicità un sentimento grande e difficilissimo: la pietà.
La storia di Whitney è un grido. Ci dice quanta solitudine e quanta disperazione possano abitare dentro la vita di tutti.
Ma voi avete saputo dare una risposta,l’unica possibile, secondo me.
Grazie.

 

…prego cara! Bello quando lasci un commento su un blog di un “personaggio” (Antonella Boralevi, per me, lo è eccome!) e ti trovi una risposta che è proprio “per te”. Ti senti meno anonima.

Antonella, se un giorno vuoi venire a fare un giro nel mio blog, volentieri!

 

 

Notizia n. 4 – l’amico ritrovato

Il mio amico non è andato dalla mia amica.

È un po’ difficile da capire, lo so, ma ci provo!

Prendi uno a cui scopri di volere bene, un bene semplice, pure un po’ scanzonato; prendi un’amica, gliela presenti e, come nelle migliori storie, perdi l’amico e l’amica.

Prendi che la situazione si ripresenta, di nuovo, e tu questa volta non hai voglia di essere messa da parte, di fare la ruota di scorta, come una sera di qualche mese fa. Anche se in fondo lo sai, che succederà di nuovo.notizie in breve,anello angel devil,morire con stile,antonella boralevi,l'amico ritrovato

E poi ti svegli un mattino e lui ti scrive che non ci è andato, da lei.

E il mondo ti sembra migliore.

 

 

 

 

 

04/02/2012

Impara l'italiano

impara a scrivere in italiano

 

 

Questa immagine gira su facebook da qualche tempo. L’ho rubata da alcuni profili di gente che conosco, e guardata con attenzione.

È zeppa di nozioni di italiano, di buon italiano, la grafica non fa impazzire ma è abbastanza accattivante: quasi un prontuario delle regole di buona grammatica, quelle che talvolta ci dimentichiamo di usare.

Sotto la foto, in qualsiasi profilo vi troviate (o sito, provare per credere), centinaia di messaggi pro-grammatica: tutti gran professori che denigrano chi fa errori di questo tipo.

 

È il titolo che mi colpisce.

Impara a scrivere in italiano O FOTTITI.

Mi urta, mi disturba.

Mia madre a volte non azzecca i congiuntivi, e quando mi manda gli sms scrive “propio”, senza la “r”. Ma non si è mai sognata di dire a qualcuno “fottiti”!

Verso di lei ho un misto di tenerezza e riconoscenza, e non ho mai nemmeno pensato di correggerla quando ci scappa un errore di grammatica. So che non ha avuto le opportunità che ho avuto io, e posso solo ringraziarla per avermi permesso di imparare le cose che so.

Ciò che mi stupisce è la durezza di uno scritto di questo tipo, e i commenti agguerriti di chi lo sostiene, senza accorgersi che dietro questo bel cartellone di regole c’è di fondo un messaggio che rasenta la maleducazione:

non sai l’italiano? Fottiti.


È meglio imparare l’italiano che le buone maniere, potrebbe voler dire.

È meglio avere a che fare con persone irrispettose, ma che parlano benissimo la lingua. (se con “benissimo” ci mettiamo dentro anche il “fottiti” detto gratuitamente e a chiunque).

 

Non so voi, ma io alla gente strafottente che sa perfettamente la grammatica, preferisco quella che magari fa qualche errore, ma conosce bene il significato di parole come umiltà e rispetto.

 

29/01/2012

Se hai amato "Benvenuti al Sud"

...non potrai non amare anche "Benvenuti al Nord".

Se hai avuto l'onore di "essere dei loro", di vivere al sud, di entrare nel cuore di questa gente straordinaria, non potrai - una volta tornato al nord - non amare anche la tua terra.

Se hai pianto quando sei tornato a casa, se per un anno non sei più riuscito a mangiare mozzarella, a bere caffè, a passeggiare in centro semplicemente perchè NON ERA LA STESSA COSA, se il giorno del tuo compleanno passa in sordina ma quando è l'onomastico sai che sarai tempestato di telefonate e messaggi, se ancora oggi (dopo oltre 4 anni) intercali i tuoi discorsi con vabbuò, uah, uh marò, se ti emozioni quando senti cantare "Reginella", se guidare in centro ti è familiarmente noioso, se c'è chi ti chiama "Francè" e ti strappa un sorriso, se guardi il meteo e i tuoi occhi prendono 2 direzioni diverse, sempre quelle, se nascosta nel cassetto del comò hai ancora la statuina di pulcinella, e il dizionario italiano-napoletano...

Se ti alzi una domenica mattina e vedi un po' di neve, senti il freddo che punge, ti avventuri per le strade deserte e ti viene in mente che non sei più al Sud...

...se ti succede tutto questo, ci somigliamo già un po'.

Ma è qui che scopro di amarlo, questo Nord, così imperfetto ma così "mio", un cuore che batte al pari dei cuori napoletani... forse un po' più duro da scalfire, ma dentro, il calore è uguale, pulsante e vivo, come l'interno del Vesuvio.

Perchè il cuore è sempre cuore.

Al Nord come al Sud.

 

 

 

...se vi capita di andare a vedere il film, godetevi non tanto la prima parte (fatta dei "soliti" luoghi comuni: al nord si lavora troppo, si mangia male, non si è ospitali...) ma piuttosto lo scorrere della trama, dei guai che accomunano terroni e polentoni, dell'amore che alla fine, sospirando di santa pazienza, vince sempre.

benvenuti al nord

 

E non perdetevi la chicca della scena finale: una magistrale videata di Emma Marrone (che personalmente non amo) che canta "Volare" in mezzo alle riprese, con la telecamera che non si stacca mai da lei. Spero di non scandalizzare nessuno se dico che anche questa è arte.

 benvenuti al nord

 

 

 

 

 

 

22/01/2012

A Dio Piacendo

A Dio piacendo, verrà il tempo in cui non potrò più fare molte delle cose che faccio ora.

A Dio piacendo, verrà il giorno in cui non potrò permettermi di vivere nel caos, di mangiare quando mi va, se mi va, di tenere il frigo vuoto, di non fare il letto al mattino, di perdere il mio tempo su internet, di stare alzata fino a tardi.

A Dio piacendo, verrà il giorno in cui andrò per saldi, ma non per me.

A Dio piacendo, verrà il giorno in cui questi soldi che mi sbucano dalle tasche potrebbero servire per assecondare i bisogni e i capricci, non miei; o comunque, non prioritariamente miei.

A Dio piacendo, potrò smetterla di pensare che è meglio tenermi alla larga dagli uomini.

A Dio piacendo, verrà qualcuno di più importante di me, per cui valga la pena di vivere “meglio” di come sto facendo ora.

A Dio piacendo.

 


Ma fino ad allora, signori miei, continuerò a presentarmi al mondo così, sregolata e anarchica. A pagare 2 multe lo stesso giorno, e buttarci dentro anche il canone tv, giusto per inchinarmi allo Stato. A mangiare schifezze all’uscita del bennet, a spendere di colpo tutti i miei soldi, a comprare gratta e vinci e guadagnarci le sigarette, a tenere la macchina come fosse la mia seconda casa, a piangere senza ritegno guardando il telegiornale, a far morire le piante in terrazzo, a tenere il broncio a messa, a non rispondere al telefono, a mandare in frantumi ogni storia che mi si propone, a dire “sto uscendo con uno” per essere lasciata in pace, a sputtanare le colleghe (ed è l’ultima cosa che vorrei…), a evitare le cene, a rimandare gli sms, a cantare in macchina sempre la stessa canzone, a puntare la sveglia ed alzarmi dopo tre quarti d’ora, a farmi fregare dagli altri, a “lasciar perdere”, a non lottare (tantochissenefrega), a fumarne 2 di fila, a contar balle così bene che sembrano vere. Continuerò a negarmi al mondo, in una parola: a farmi bellamente i cazzi miei.


Finchè posso;

perché un giorno finirà, tutto questo.

Vero, che finirà…?

 



Ecco, io spero solo, per il bene mio e di chi mi sta intorno, che sia il più presto possibile.

 

 

 

15/01/2012

...la Turandotta ! ! !

 

Questo è il terzo spettacolo a cui partecipo da quando sono nell’Oasi. È un impegno non indifferente, le prove, gli spettacoli, montare e smontare, le ore piccole, quei 2-3 giorni che servono per ripigliarsi dopo ogni replica.

 

Ma quest’anno c’è qualcosa in più.

L’ho sentito ieri, potente, dopo lo spettacolo che è stato bello, sì, ma non dei migliori… diciamo che eravamo tutti un po’ più “rinco” del solito! E nonostante tutto è andata bene…

 

È il “dopo”.

È quando scarichiamo le ultime cose dai pullmini, è quando ci sediamo a tavola alle 2 di notte, mangiamo la pasta, che è sempre buonissima, la migliore pasta che si possa mangiare, il vino nei bicchieri, la schiena rotta e gli occhi gonfi di stanchezza.

Ci guardiamo, ridiamo, facciamo memoria degli errori, delle gaffes, è bello.

È quando ci vorremmo abbracciare e percepiamo di far parte di un gruppo veramente “forte”.

 

Comunque sia andata, è un successo:

è questo che si sente, dopo.


Il pubblico lo sa, lo intuisce, quando si ferma dopo che il sipario si è chiuso, quando resta seduto, a vederci pure mentre smontiamo, quando viene a farci i complimenti, capisce che c’è qualcosa in più di una semplice compagnia teatrale.

Capisce che c’è qualcosa che va “oltre”.

 

Noi cerchiamo di renderla con la magia degli effetti scenici, con la simpatia dei personaggi, con l’organizzazione impeccabile:

al resto, pensateci voi.






  • trucco e parrucco - prima di iniziare, nei camerini

  P1140007.JPG

oasi, la turandotta







 

 

oasi, la turandotta




 

  • pochi istanti all’apertura del sipario - un ultimo ripasso alla parte, sistemiamo i microfoni, la regista osserva la scena e si accerta che tutto sia a posto…

 oasi, la turandotta


 

oasi, la turandotta

oasi, la turandotta

oasi,la turandotta







 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • in scena;la principessa Turandotta e i Mandarini

 oasi, la turandotta


 

 


Dilegua o notte,

tramontate o stelle…

all’alba viiiiiiinceròòòòòòòòòò

 

oasi,la turandotta


...e la magia continua!





N.B: il prossimo spettacolo sarà:

SABATO 11 FEBBRAIO alle h 21.00

presso il Teatro Sant'Angelo

di Lentate sul Seveso (MB)




13/01/2012

Io coi versi non ci azzecco

La vita si fa beffe di me.

Ho salutato l’anno nuovo

con la tranquillità di chi si sente

più serena, disincantata,

in qualche modo “tutelata”.

 

Avrei voluto scrivere e poetare,

ma son buona solo a parlare a raffica,

io coi versi non ci azzecco,

senza rima e melodia

senza il cuore che si ferma

a contemplare.

 

Alla prima multa ho sorriso

amaramente, ma ho sorriso.


Alla seconda ho pianto

con la busta in mano

pregando che non fosse troppo alto

quel prezzo che già mi sento di pagare

in eccedenza, dopo 4 anni o poco più.

 

La vita si fa beffe di me

e sai perché?

Perché mi sono permessa di credere

che un poco

l’avevo in pugno.

 

Ingenua che non sono altro.

 

Sempre detto io che sognareportasfiga

e pure osare, mo’ che ci penso.




08/01/2012

C'è bisogno di ...dolcezza

C'è bisogno di un buon caffè.

C'è bisogno di creare, un'ultima volta, prendere una domenica pomeriggio e stare a paciugare in cucina, radio a palla, la farina che passa dalle mani al grembiule al naso, c'è bisogno - ma un bisogno disperato! - di sentirmi viva, guardare ammirata il disordine, assaporare il caldo del forno, il profumo che si diffonde, zucchero e spezie, che se non scende anche 'stavolta qualcuno dei vicini a dirmi BAAASTA-TU-E-I-TUOI-BISCOTTI posso dire di esserne uscita viva.

C'è bisogno di coraggio:

già, perchè domani si ricomincia.

E allora, facciamolo bene.

Facciamolo con forza, ma soprattutto, facciamolo con dolcezza!


biscotti,burro di arachidiCalzine donate a tutte le Befane (e befanini aggregati) in occasione del pranzo del 6 gennaio e dello Shopping Compulsivo del 7; ricetta classica (burro farina e uova)



biscotti,burro di arachidiBiscotti a tema: I ♥ Music; ricetta americana (burro di arachidi e tutto il resto)




biscotti,burro di arachidiBiscotti a tema: ...

(vabbè il titolo datelo voi!!! Maliziosi che non siete altro!)

ricetta americana





biscotti,burro di arachidiBiscotti a tema: Stelle e Cuori

(nella foto, prima di infornare)

ricetta americana


 

 

 

 

 

biscotti,burro di arachidi...uno per la piccola Alessia che mi ha regalato gli stampini a forma di strumenti musicali, uno per Chiara, Roberto e zia Rosangela che mi hanno sbolognato il burro di arachidi (credevate che me lo sarei mangiato a cucchiaiate????), uno per papà che ci è rimasto male dopo che l'altra volta mi sono riportata via la scatola di biscotti... ancora piena... e per mamma che lo sopporta...

 

 

 

 

 

...a chi assaggia i miei esperimenti e nonostante tutto mi vuole ancora bene, a chi mi legge e sorride, a chi mi riconosce, e sorride lo stesso,

a tutti voi:

...buon inizio!

Con tanta, tanta Dolcezza.


Francesca.

 

 

 

Per fare i "biscotti Americani" occorrono: 250 g di farina - 150 g di zucchero - 1 uovo - 120 g di burro - 100 g di burro di arachidi - 1 cucchiaino di lievito per dolci - un pizzico di sale - gocce di cioccolato, codette e decorzioni varie secondo fantasia.

Solito procedimento! Amalgama tutto, fai riposare mezz'ora in frigo, stendi la pasta, tagli le formine, decori e via in forno per 7-8 minuti!!!

 

e come diceva Julia Child:

"Bon appetit!"

 

 

31/12/2011

Vivetelo intensamente.

Auguri

per questi ultimi istanti

del 2011,

ma soprattutto

godetevi il nuovo anno:

vivetelo intensamente,

“come fosse l’ultimo”.

 

Con affetto,

i Maya.


vivetelo intensamente, come fosse l'ultimo, Maya, fine del mondo